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Cambridge #10 - La villa del peccato


di Membro VIP di Annunci69.it giorgal73
15.09.2025    |    11.334    |    1 6.0
"Prendimelo tutto in gola, troia!" Vanessa obbedì spingendosi il suo membro sempre più in fondo, quasi a volerlo ingoiare..."
Antonio ci disse che aveva anche invitato il gruppo di Stefania e che ci saremo incontrati direttamente alla villa. Quindi ci incamminammo verso la nostra nuova destinazione.
Mentre ci avvicinavamo alla villa, l'aria si fece più fresca e una leggera brezza ci accarezzò la pelle. La luce del tramonto dipingeva il cielo di sfumature dorate e rosate, creando un'atmosfera quasi surreale. La villa si stagliava imponente davanti a noi, con le sue mura bianche e le finestre illuminate da un caldo bagliore.

Varcammo il cancello e percorremmo il vialetto di ghiaia, accompagnati dal suono dei nostri passi e dal brusio delle voci eccitate. La musica proveniente dall'interno della villa si faceva sempre più forte man mano che ci avvicinavamo. Il ritmo pulsante sembrava risuonare nelle nostre vene, aumentando l'adrenalina.

All'ingresso fummo accolti da un uomo in smoking che ci chiese i nomi. Antonio si fece avanti e parlò per tutti noi. L'uomo controllò la lista degli invitati e poi, con un cenno del capo, ci fece segno di entrare.
Varcata la soglia, ci ritrovammo in un ampio salone illuminato da luci soffuse e decorato con eleganza. Gli ospiti, tutti vestiti in modo impeccabile, si muovevano tra i divani e le poltrone, sorseggiando champagne e chiacchierando amabilmente. L'atmosfera era carica di aspettativa e di una sottile tensione erotica.

I miei occhi trovarono immediatamente Stefania. Indossava i soliti jeans super attillati che impreziosivano in modo audace il fondoschiena. Una camicetta di seta bianca e una giacca nera completavano il suo look. I capelli scuri le ricadevano morbidi sulle spalle e il suo sorriso enigmatico mi fece tremare le ginocchia.
Dietro di Lei c’era Elena, con un vestitino fuxia che metteva in risalto le sue forme sinuose. I capelli di colore rosso sembravano disegnati e in perfetta armonia con il succinto vestitino che non lasciava immaginare nulla.
Gli occhi brillavano di malizia mentre mi fissava intensamente.
Vanessa mi prese per mano e raggiungemmo velocemente le nostre magnifiche amiche facendoci strada in mezzo alla gente che ballava.
Vanessa mise la lingua in bocca a entrambe come saluto e ovviamente io la seguii a ruota, aggiungendo anche una veloce tastatina ai culi perfetti.

La musica pulsava attraverso la sala, un ritmo sensuale sembrava far vibrare l'aria stessa. Il sapore delle mie ragazze nella mia bocca mi fece ubbriacare. Mi sembrava che la gente intorno a noi più che ballare era intenta a toccarsi e non solo. Elena mise un braccio intorno al mio collo e a quello di Vanessa e ci disse: “Dai andiamo anche noi a divertirci!” Stefania, ovviamente venne insieme a noi.

Ci dirigemmo verso la pista da ballo, i nostri corpi già in sintonia con il ritmo sensuale della musica. Le luci soffuse e i corpi sudati che si strusciavano l'uno contro l'altro creavano un'atmosfera di pura lussuria. Iniziammo a ballare, le nostre mani che esploravano i corpi l'uno dell'altro senza pudore.

Elena si strofinava contro di me, il suo corpo caldo premuto contro il mio. Le sue labbra sfiorarono il mio collo e un brivido di piacere mi percorse la schiena. Nel frattempo, Vanessa e Stefania erano avvinghiate in un bacio appassionato, le loro mani che vagavano sui rispettivi corpi senza inibizioni.

Antonio si avvicinò alle due ragazze, i suoi occhi scuri pieni di desiderio. Senza esitazione, si unì al loro bacio appassionato, le sue mani che esploravano avidamente i loro corpi sinuosi. Elena mi lanciò uno sguardo malizioso e mi attirò più vicino, premendo il suo corpo caldo contro il mio mentre continuavamo a ballare al ritmo ipnotico della musica.

La tensione sessuale nell'aria era palpabile, i corpi di tutti noi che si muovevano in sincronia, spinti dalla lussuria crescente. Le mani di Elena vagavano sul mio corpo, provocandomi brividi di piacere lungo la schiena. Nel frattempo, Antonio, Vanessa e Stefania erano ormai un groviglio di arti e labbra, i loro corpi che si strofinavano l'uno contro l'altro senza pudore.

La musica sembrava pulsare attraverso di noi, amplificando il nostro desiderio. Elena mi attirò in un bacio infuocato, le sue labbra morbide e insistenti contro le mie. Le mie mani vagarono sul suo corpo, accarezzando ogni curva. Persi nella passione del momento, dimenticammo tutto ciò che ci circondava, i nostri corpi che si muovevano come uno solo sulla pista da ballo.
Stefania riuscì a liberarsi dalle bocche fameliche che la stavano assaporando.

" Ragazzi, perché noi tutti non andiamo a trovare un posticino più intimo?"

La proposta di Stefania fu accolta con entusiasmo da tutti noi. Senza perdere tempo, iniziammo a girare per la villa e ci accorgemmo che molte stanze erano già occupate e le urla e i gemiti che uscivano dalle porte erano una chiara indicazione di quello che stava avvenendo dentro.
Finalmente trovammo una stanza libera al piano di sopra. Entrammo tutti e cinque, chiudendo la porta alle nostre spalle. L'atmosfera era carica di desiderio e anticipazione. Elena mi spinse sul letto king size e mi salì sopra a cavalcioni, riprendendo a baciarmi con foga. Nel frattempo vidi con la coda dell'occhio Antonio che slacciava il vestito di Vanessa, facendolo scivolare a terra e rivelando il suo corpo perfetto.

Stefania si unì a me ed Elena sul letto, le sue mani che esploravano i nostri corpi frementi. Ben presto i vestiti furono solo un ricordo e ci ritrovammo tutti e cinque nudi, i corpi intrecciati in una massa di pelle sudata e bocche affamate. Le mani e le labbra erano dappertutto, accarezzando, baciando, stuzzicando ogni centimetro di pelle.
I gemiti e le grida di piacere riempivano la stanza mentre ci davamo piacere a vicenda, spingendoci sempre più verso il limite. Elena si mise a novanta e io la penetrai da dietro, sentendo il suo corpo caldo avvolgermi. Vanessa nel frattempo si era posizionata sopra la faccia di Antonio, cavalcandolo mentre lui leccava avidamente la sua intimità.

Stefania era in ginocchio tra le gambe di Elena, la sua lingua che la stuzzicava abilmente. Continuammo a scambiarci di posizione, assaporando ogni possibile combinazione dei nostri corpi. L'aria era satura dell'odore di sesso e sudore mentre i nostri corpi si univano e si staccavano in una danza erotica senza fine.

Antonio pronunciava epiteti volgari mentre si spingeva dentro Vanessa con vigore, facendola urlare di piacere. "Sei una troia, ti piace il mio cazzo vero? Ti ho visto oggi mentre spompinavi Giorgio" ringhiava, le mani strette sui suoi fianchi. Lei poteva solo annuire freneticamente, sopraffatta dalle sensazioni.
Nel frattempo Stefania aveva preso il mio posto dietro Elena e la stava scopando con un grosso dildo, facendola gemere e contorcersi. Io mi ero spostato per dedicarmi ai seni sodi di Vanessa, leccando e mordendo i capezzoli turgidi.
La stanza era un tripudio di corpi sudati e ansimanti, ognuno perso nel proprio piacere. Stefania sentendo Antonio mi guardò :

"Quindi hai fatto il porcello al parco? "

Io, ancora eccitato ripensando alla scena del parco, mi avvicinai a Stefania e le sussurrai all'orecchio: "Sì, sono stato un ragazzo molto cattivo oggi. Vuoi punirmi?"

Stefania sorrise maliziosamente. Sfilò il dildo dalla vagina di Elena e lo portò alle mie labbra.

"Lecca, porco! Fammi vedere quanto ti piace il sapore di Elena."

Leccai avidamente il dildo, assaporando i fluidi di Elena mescolati con la saliva di Stefania. Nel frattempo, Elena si era girata e aveva iniziato a leccare la vagina di Stefania da dietro, facendola gemere di piacere.
Vanessa, che stava ancora cavalcando la faccia di Antonio, si sporse e mi prese il cazzo tra le mani.
La stanza era diventata un groviglio di membra, con ognuno che cercava di dare e ricevere il massimo piacere. I gemiti e le grida di estasi riempivano l'aria, spingendo tutti verso un crescendo orgasmico.

Elena prese il dildo che stavo leccando voracemente e lo inserì senza pietà. Stefania gridò di piacere mentre il dildo la penetrava con forza. La sua vagina era così bagnata che un denso liquido scorreva lungo le sue cosce. Io ne approfittai per leccare quei succhi deliziosi, facendola tremare incontrollabilmente. La lingua di Elena si unì alla mia e pochi istanti dopo anche Antonio era dei nostri esclamando:

"Mmm, sembra delizioso. Voglio assaggiarla anch'io." Si mise in ginocchio e si unì al nostro festino orale, leccando e succhiando con foga.

Stefania si contorceva dal piacere, spingendo il bacino contro le nostre bocche fameliche. "Sì, così! Non fermatevi, sto per venire!"

Nel frattempo, Vanessa che era stata abbandonata senza raggiungere l’orgasmo, mi afferrò per le palle e mi trascinò lontano dal banchetto.
Mi spinse con forza sul letto e si mise a cavalcioni su di me, affondando il mio cazzo duro nella sua figa grondante.

"Ora mi scopi come si deve," mi ordinò con voce roca di desiderio. Iniziai a spingere con vigore, facendola gridare di piacere ad ogni affondo. Le sue tette rimbalzavano selvaggiamente davanti al mio viso. Ne presi una in bocca, succhiando il capezzolo turgido mentre con una mano le stringevo l'altra tetta.
Intanto Stefania aveva raggiunto un orgasmo fragoroso sotto le lingue esperte di Elena e Antonio. Il suo corpo fu scosso da violenti tremiti e schizzi del suo nettare d'amore inondarono i volti dei suoi amanti.

"Voglio un cazzo, subito!" ansimò Stefania non appena riprese fiato. Antonio fu ben felice di accontentarla, penetrandola con un'unica spinta possente che la fece urlare. Io e Vanessa continuammo a scopare come animali, i nostri corpi sudati che schiaffeggiavano oscenamente. Sentivo l'orgasmo montare, le palle che si stringevano pronte a esplodere.
Elena si mise a 90 gradi e iniziò a leccare il mio perineo e il culo di Vanessa che mi cavalcava.
La doppia stimolazione fu troppo per noi. Con un ruggito animalesco, esplosi dentro Vanessa, inondando la sua figa con fiotti di sperma bollente. Nello stesso istante, Vanessa venne con un urlo acuto, il suo corpo scosso da spasmi incontrollabili di piacere.
Crollammo ansimanti sul letto, ancora intrecciati. Ma il nostro riposo durò poco. Eccitata dalla nostra performance, Elena si arrampicò sul letto e si mise sopra il mio viso.

"Leccami," ordinò, abbassando la sua figa grondante sulla mia bocca. Obbedii con entusiasmo, affondando la lingua tra le sue labbra bagnate. Il suo sapore dolce mi inebriò.

Nel frattempo, Antonio scopava Stefania con violenza, facendola gridare di piacere ad ogni spinta. Le sue tette abbondanti rimbalzavano ad ogni affondo del suo cazzo.
Vanessa, ancora scossa dai tremiti del suo orgasmo, si unì a me nel dare piacere a Elena. Mentre la mia lingua esplorava la sua figa succosa, Vanessa prese a succhiarle avidamente i capezzoli turgidi.
Elena gemeva e si contorceva, inebriata dal doppio assalto di bocche sui suoi punti più sensibili. "Sì, così... non smettete..." ansimava, spingendo i fianchi contro il mio viso per farsi leccare più a fondo.
Dall'altro lato del letto, Stefania aveva preso il controllo e ora cavalcava Antonio come una furia, impalandosi sul suo cazzo duro. I suoi seni danzavano ipnoticamente mentre lei dettava il ritmo frenetico.

"Scopami ancora più forte!" gridò Stefania all'improvviso. Come in risposta, Antonio emise un ruggito gutturale e le sue spinte divennero erratiche. Stefania lo sentì esplodere dentro di sé ed ebbe un secondo orgasmo travolgente. "Vengo! Sto venendo!" ululò, inarcando la schiena.
Eccitati dal loro amplesso animalesco, io e Vanessa ci concentrammo ancora di più su Elena. Mordicchiai il suo clitoride gonfio mentre Vanessa le infilava due dita nella figa, scopandola furiosamente.

Bastarono pochi istanti di queste intense attenzioni per far perdere il controllo a Elena. Il suo corpo fu attraversato da vibrazioni incontrollabili e dalla sua gola eruppe un grido di puro piacere. Fiotti del suo nettare mi inondarono la bocca mentre lei veniva con forza sul mio viso.
Sfinita da quell'orgasmo sconvolgente, Elena si abbandonò sul letto, il suo corpo scosso da piccoli tremiti. Vanessa le accarezzò dolcemente i capelli, sussurrandole parole di lode.

"Sei stata magnifica, amore mio," mormorò, baciandola con tenerezza sulle labbra.

Intanto, Antonio si era sfilato da sotto Stefania ed era scivolato giù dal letto. Si inginocchiò davanti a lei e iniziò a leccarle avidamente la figa, ripulendola del suo stesso seme. Stefania gemette di piacere, godendosi le attenzioni della sua lingua esperta. Ben presto fu di nuovo sull'orlo dell'orgasmo.

"Sì, proprio lì! Non ti fermare!" lo implorò, spingendogli la testa contro il suo sesso bagnato. Antonio, eccitato all’ ennesima potenza non si fece parlare dietro, penetrandola con la lingua mentre con il pollice le sfiorava il clitoride. Stefania venne con un grido di estasi, inondandogli la bocca con i suoi umori.
Il mio cazzo era esausto, ma mia lingua chiedeva pietà, stanca anch’essa delle peripezie vaginali sulle due ragazze. Vidi il viso stremato di Antonio e capii che era giunto il momento di riprendere fiato.
Ci stendemmo tutti e cinque sul letto, ansimanti e appagati. I nostri corpi sudati e sporchi di ogni nostra secrezione erano intrecciati in un groviglio di braccia e gambe. Per qualche minuto rimanemmo così, assaporando il languore post-orgasmico.
Fu Vanessa la prima a rompere il silenzio.

"Ragazzi, è stato spettacolare. Non avevo mai provato niente di simile prima d'ora."

"Concordo," mormorai io, accarezzando pigramente il seno di Elena. "Siamo davvero in sintonia, tra di noi."

"Dovremmo rifarlo ancora qualche volta" propose Antonio con un sogghigno malizioso.

Stefania ridacchiò. "Qualche volta? sei proprio un maniaco, ma l’idea è interessante."

Io non persi tempo e come ogni buon romano dalla battuta facile: "Cazzo Stefania, sei proprio ninfomane e anche queste due troiette qui, accanto a me, sono veramente incontenibili. Io sono completamente distrutto e soddisfatto per almeno una settimana!"

Elena mi diede un pizzicotto sul fianco. "Ehi, a chi stai dando della troietta? Guarda che io ho una reputazione da difendere!" esclamò fingendosi offesa.

"Sì, come no, la reputazione di gran pompinara!" la stuzzicai io ridendo. Lei per tutta risposta mi si avventò addosso facendomi il solletico.
Mentre io ed Elena ci rotolavamo sul letto tra risate e finti insulti, Vanessa si era messa a cavalcioni su Antonio e lo stava baciando con passione. La visione del suo culo sodo che ondeggiava su e giù fu sufficiente a risvegliare il mio membro assopito.

"Ehi piccioncini, non vorrete mica ricominciare senza di noi?" li apostrofò Stefania afferrandosi i seni. Antonio le lanciò un'occhiata maliziosa.

"Cazzo datemi almeno dieci minuti per ricaricarmi , mica sono giovane come Giorgio"

"Giovane un cazzo, io non ce la faccio neanche ad alzarmi!" protestai, ma la mia erezione smentiva clamorosamente le mie parole.

Vanessa interruppe il bacio con Antonio e si voltò verso di me con aria di sfida. "Davvero non ce la fai? Eppure il tuo amichetto laggiù mi sembra più che pronto per un altro round..."

"Ha parlato Miss Resistenza!" ribattei punzecchiandola.

"Scommettiamo che riesco a farti venire ancora prima che tu riesca a dire Supercalifragilistichespiralitoso?" mi provocò maliziosamente.

"Ci sto!"

E mentre la mia bocca pronunciava quelle parole, la sua si chiudeva vorace attorno al mio cazzo, pronta a vincere la sfida.
La sua lingua iniziò a scorrere lungo tutta la mia lunghezza, stuzzicandomi il frenulo con tocchi delicati. Mugolai di piacere inarcando la schiena. Lei aumentò il ritmo, avvolgendomi completamente con le sue labbra calde e umide.
Prese a giocare con i testicoli. La mano delicata li avvolse e le sue dita iniziarono a massaggiarli delicatamente. Sentivo il piacere crescere sempre di più, il mio membro pulsava nella sua bocca avida.
Vanessa si fermò un attimo per riprendere fiato, mi guardò dritto negli occhi con aria di sfida e poi riprese a succhiare con foga raddoppiata. Il mio cazzo divenne durissimo, ma sapevo che non sarei venuto velocemente.
Dopo dieci minuti, la bocca di Vanessa iniziava ad accusare stanchezza. tuttavia, era determinata e decise di usare un arma segreta, il suo dito.

Mentre la sua bocca continuava a lavorare instancabile sul mio membro, sentii un suo dito solleticarmi delicatamente l'apertura tra le natiche. Mi irrigidii per un attimo, colto alla sprovvista da quella nuova sensazione. Ma Vanessa sapeva esattamente come provocarmi. Lentamente, fece scivolare la punta del dito all'interno, massaggiando delicatamente. Ondate di piacere mi attraversarono tutto il corpo.
Sentivo l’intruso entrare e uscire.
Ogni tanto si fermava e iniziava a roteare dentro di me.

Il ritmo della sua bocca e del suo dito si fece sempre più intenso e coordinato. Sentivo il piacere accumularsi in tutto il mio corpo, concentrandosi nel mio membro pulsante e nella regione intorno al suo dito esploratore.
Vanessa percepì che ero vicino al limite e raddoppiò gli sforzi, succhiando avidamente e penetrando con il dito sempre più a fondo.
Inarcai la schiena e affondai le dita nei suoi capelli, spingendola verso di me. Esplosioni di piacere mi attraversarono mentre raggiungevo l'apice.
Ondate di calore mi percorsero mentre il mio seme eruttava nella sua bocca accogliente. Vanessa continuò a succhiare e massaggiare delicatamente, prolungando il mio orgasmo il più a lungo possibile.
Quando finalmente terminai, giacqui ansimando, completamente svuotato ed esausto. Vanessa risalì lungo il mio corpo e mi baciò profondamente, condividendo il mio stesso sapore.

"Supercalifragilistiche-spiralitoso!" esclamò ridendo. "Ho vinto la scommessa!"

Sconfitto ma appagato, non potei fare a meno di ridere con lei. Quella donna era piena di sorprese e sapeva sempre come lasciarmi senza fiato. Mi attirai il suo corpo nudo contro il mio, baciandola con passione. Il sapore del mio stesso seme sulle sue labbra mi eccitò di nuovo.
Nel frattempo Stefania si era avvicinata a Elena e aveva iniziato ad accarezzarle i seni, pizzicandole i capezzoli turgidi. La rossa gemette di piacere. Presto la mano di Stefania scivolò tra le sue cosce, trovandola già bagnata e pronta.

Antonio osservava lo spettacolo delle due amiche che si davano piacere a vicenda, masturbandosi lentamente. Il suo cazzo era di nuovo duro come il marmo. Io e Vanessa ci spostammo lateralmente per far posto alle ragazze e dar loro modo di stare più comode.
Entrambe si sdraiarono con le gambe piegate e divaricate. Le loro intime e bagnate fessure aperte. Le mani incrociate erano languide e sensuali mentre si masturbavano reciprocamente.
Stefania e Elena iniziarono a gemere più forte mentre le loro dita scivolavano dentro e fuori dalle loro intimità bagnate. I loro clitoridi erano gonfi e sensibili sotto il tocco esperto dell'altra.

Antonio si avvicinò e sostituì le mani delle ragazze con le sue. Stefania e Elena gridarono di piacere quando le dita di Antonio penetrarono dentro di loro, massaggiando i loro punti più sensibili. I loro corpi fremevano e si contorcevano sul pavimento, le schiene inarcate e i seni sodi che oscillavano ad ogni spinta delle mani di lui.

"Sì, così... non ti fermare!" lo implorò Elena tra i gemiti, mentre lui aumentava il ritmo.

Anche Stefania era vicina al culmine. "Sto per venire... Ah, sì!"

Antonio sembrava una trivella impazzita. Gocce di sudore cadevano copiose, l’odore del sesso si faceva sempre più intenso.

"Dai, venite per me!" ordinò lui con voce roca, penetrandole ancora più in profondità.

Elena fu la prima a lasciarsi andare con un urlo liberatorio. Il suo corpo fu scosso da spasmi incontrollabili mentre l'orgasmo la travolgeva. Pochi secondi dopo anche Stefania raggiunse il culmine, gridando di piacere.
Antonio rallentò il ritmo, accompagnandole dolcemente nella discesa dall'estasi. Poi estrasse le dita dalle loro intimità, portandosele alla bocca per assaggiare i loro succhi.

"Deliziose..." mormorò compiaciuto. Poi si voltò verso me e Vanessa. "A chi tocca adesso?"

Vanessa si avvicinò gattonando, con sguardo malizioso. Afferrò il membro eretto di Antonio e iniziò ad accarezzarlo. "Direi che ora tocca a te godere..."

Senza esitare, lo prese in bocca iniziando a succhiarlo avidamente. Antonio chiuse gli occhi e si lasciò andare al piacere della lingua di Vanessa che danzava sul suo cazzo duro. Io ero completamente fuori dai giochi, ma la visione di Vanessa a novanta gradi con la figa semi aperta e bagnata mi fece venire l’acquolina e mi avvicinai a lei da dietro, accarezzandole dolcemente le natiche sode. Vanessa mugolò di piacere senza interrompere il suo pompino appassionato ad Antonio.
Portai una mano tra le sue gambe, sfiorandole delicatamente le labbra bagnate della fica. Era caldissima e scivolosa. Infilai un dito, poi due, penetrandola con movimenti lenti e profondi.
Vanessa si inarcò spingendo il sedere verso di me, invitandomi a darle di più. Aggiunsi un terzo dito affondando fino alle nocche nella sua figa stretta. La scopavo con le dita seguendo il ritmo con cui lei succhiava il cazzo di Antonio, sempre più velocemente.

Antonio ansimava pesantemente, i muscoli tesi nello sforzo di trattenersi. "Sì, così... Prendimelo tutto in gola, troia!"

Vanessa obbedì spingendosi il suo membro sempre più in fondo, quasi a volerlo ingoiare. Contemporaneamente, io penetravo la sua intimità con colpi secchi e decisi, sfregando il palmo contro il suo clitoride gonfio.
In pochi minuti Vanessa iniziò a tremare incontrollabilmente, sull'orlo dell'orgasmo. Vedendola in quello stato, Antonio perse il controllo. Con un grido gutturale, esplose nella sua bocca rovesciandole giù per la gola fiotti di sperma caldo. Vanessa inghiottì avidamente senza perderne una goccia.
Questo la fece schizzare violentemente sulle mie dita con un gemito soffocato. Continuai a masturbarla aiutandola a cavalcare l'onda del piacere, fino a che non crollò esausta sul letto.

Il letto era diventato uno schifo totale. Ogni tipo di liquido era presente. I nostri corpi erano appiccicosi e indecenti.
Vanessa giaceva sfinita, il respiro affannoso e il corpo ancora scosso dai brividi dell'orgasmo. Sfilai delicatamente le dita dalla sua figa, provocandole un ultimo gemito di piacere.
Antonio si lasciò cadere al suo fianco, anche lui ansimante e soddisfatto. Per qualche minuto rimanemmo così, stesi l'uno accanto all'altro, in silenzio, godendoci il relax post-orgasmico.
Poi Antonio si girò verso di me con un sorriso malizioso. "Allora, che ne dici ? io mi sono divertito e anche te da quello che ho visto, poi non parliamo delle tre puttanelle…”

Vanessa, con un tono leggermente alterato rispose: "Ancora con questa storia delle puttanelle, se lo ripeterai ancora, credo che d’ora in poi dovrai trovarti qualcun’altra con la quale giocare."
Stefania rise e in fil di voce: "Beh, però siamo delle troiette ingorde, questo non puoi negarlo, i fatti lo dimostrano!"

Vanessa lanciò un'occhiata di fuoco a Stefania. "Ehi, parla per te! Io non sono una troietta!"

Stefania scoppiò a ridere. "Ah no? E come lo chiami quello che abbiamo appena fatto? Una rimpatriata tra vecchi amici?"

Elena rise e Vanessa aprì la bocca per ribattere, ma Antonio la interruppe. "Ragazze, ragazze, non litigate. Siete state entrambe magnifiche. Delle vere dee del sesso."

Le due amiche si scambiarono un sorriso complice. In fondo Antonio aveva ragione. Perché rovinare quel momento magico con inutili battibecchi? Stefania si stiracchiò languidamente sul letto.

"Mmm, potrei rimanere qui per sempre. Mi sento così bene."

"Anche io", mormorò Vanessa, "ma forse dovremmo darci una ripulita. Siamo un vero disastro!"

Antonio si sollevò sui gomiti e le rivolse un sorriso malizioso. "Una doccia insieme? Potrebbe essere divertente..."

Vanessa scosse la testa ridendo. "Tu non sei mai sazio, eh? Ma stavolta passo. Ho bisogno di riprendermi un attimo."

"Idem", concordò Stefania. "Facciamo una pausa, poi se vi va possiamo organizzare un secondo round più tardi."

"Affare fatto!" Antonio balzò giù dal letto e si avviò verso il bagno ancheggiando, ben consapevole degli sguardi ammirati delle due ragazze sul suo fondoschiena scolpito. Mentre Antonio si lavava, io, Stefania e Vanessa ed Elena restammo a chiacchierare pigramente a letto, godendoci il calore dei nostri corpi intrecciati. Le mie dita accarezzavano distrattamente la pelle morbida di Stefania, tracciandone le curve sinuose. Vanessa mi sorrise, i suoi occhi scuri che luccicavano di promesse maliziose.

"Allora, ti è piaciuta il nostro piccolo giochino?" mi chiese con voce roca.

Deglutii a fatica, annuendo. "È stato incredibile. Non avevo mai partecipato ad un’orgia."

Stefania ridacchiò. "Benvenuto nel mondo del piacere, tesoro. Questo è solo l'inizio."

In quel momento Antonio uscì dal bagno, una nuvola di vapore che lo seguiva. Gocce d'acqua scintillavano sulla sua pelle abbronzata e i muscoli guizzavano a ogni movimento.

"La doccia è tutta vostra, ragazzi", annunciò lui con un ghigno compiaciuto. "Torno in sala a bere e magari a vedere cosa stanno facendo gli altri, vi aspetto di là per un drink."
Stefania e Vanessa ed Elena si alzarono con movimenti fluidi e sensuali, come tre pantere. "Andiamo a lavarci un po'", mi disse Stefania con un occhiolino allusivo. "Stai tranquillo faremo le brave, andiamo insieme per lavarci reciprocamente e far prima."

Le guardai sparire in bagno, i loro corpi flessuosi che ondeggiavano invitanti.
Rimasi a letto, il mio corpo ancora fremente per le sensazioni provate. Chiusi gli occhi, ripassando nella mente ogni dettaglio delle ultime ore: i sospiri di piacere, le carezze audaci, l'estasi travolgente. Non riuscivo ancora a credere di aver vissuto un'esperienza così trasgressiva e appagante.
Dalla doccia giungevano risate soffocate e gemiti sommessi. Immaginai le ragazze avvinghiate sotto il getto caldo, le mani che esploravano con avidità ogni centimetro di pelle. L'eccitazione tornò a crescere dentro di me al pensiero di unirmi nuovamente a loro.

Dopo alcuni minuti le tre dee tornarono in camera, i corpi bagnati e radiosi. Gocce d'acqua scivolavano sinuose lungo le curve provocanti. Stefania mi prese per mano, invitandomi ad alzarmi. "Noi Andiamo di là dagli altri, tu lavati e poi raggiungici", sussurrò sulle mie labbra prima di baciarmi con foga.
Mi alzai dal letto con le gambe ancora tremanti e mi diressi verso il bagno, il profumo inebriante delle ragazze ancora nell'aria. Entrai nella doccia e lasciai che l'acqua calda scivolasse sul mio corpo, lavando via i ricordi peccaminosi delle ultime ore. Ma mentre mi insaponavo, le immagini di Stefania, Vanessa ed Elena continuavano a tormentare la mia mente, risvegliando nuovamente il mio desiderio.

Uscii dalla doccia e mi asciugai in fretta, impaziente di ricongiungermi alle mie amanti. Mi avvolsi un asciugamano intorno alla vita, tornai in camera e mi rivestii. Subito dopo mi incamminai verso il salone, guidato dalle loro voci cristalline. Le trovai a ballare mentre sorseggiavano un liquido giallo con le bollicine da dei calici. Antonio non si vedeva, forse era andato in un’ altra stanza.

Mi avvicinai alle ragazze, incantato dalla loro bellezza e sensualità. Stefania mi porse un calice di champagne, sfiorandomi la mano. Un brivido mi percorse la schiena a quel contatto.

"Finalmente ci hai raggiunte", disse con un sorriso malizioso. "Pensavamo di dover venire a prenderti."

Vanessa ed Elena risero, avvicinandosi a me. I loro corpi caldi mi sfiorarono, facendomi tremare di desiderio.

"Balliamo", propose Elena, trascinandomi al centro della sala.

La musica riempiva l'aria, sensuale e ipnotica. I nostri corpi si muovevano in sintonia, sempre più vicini, sempre più intrecciati. Le mani di Stefania accarezzavano il mio petto, quelle di Vanessa mi sfioravano la schiena. Elena premeva il suo corpo contro il mio, i seni sodi che stuzzicavano la mia pelle attraverso la stoffa sottile dell'abito.
L'eccitazione cresceva ad ogni movimento, ad ogni tocco. I nostri respiri si facevano più affannosi, carichi di desiderio. All'improvviso Stefania mi baciò, con passione e ferocia. Poi fu il turno di Vanessa e infine di Elena.
Le loro labbra mi divoravano, le loro mani mi esploravano. Sentivo il mio membro pulsare, duro e dolorante contro l'asciugamano. Volevo prenderle, possederle ancora una volta, perdermi nei loro corpi caldi e accoglienti. Ma ormai il mio amichetto era in letargo e neanche un miracolo lo avrebbe destato nuovamente.
Mentre i nostri corpi danzavano e si strusciavano l'uno contro l'altro, le ragazze mi guidarono verso il divano di velluto rosso nell'angolo della sala. Con un sorriso malizioso, Stefania mi spinse dolcemente a sedere. Si mise a cavalcioni su di me, il suo abito che si sollevava rivelando le gambe affusolate. Iniziò a baciarmi il collo, mordicchiandomi la pelle sensibile.

"Cosa vuoi fare? l’alba è vicina, torniamo al dormitorio oppure vuoi continuare a divertirti? Io sono un po’ stanca, ma forse Elena e Vanessa possono reggere ancora."

Nel frattempo, Vanessa ed Elena si inginocchiarono ai lati del divano. Le loro mani mi accarezzavano le cosce, risalendo lentamente verso l'inguine. Sentivo il calore dei loro corpi, il profumo inebriante della loro pelle. L'eccitazione cresceva sempre di più, anche se sapevo che ormai era inutile sperare in una reazione da parte del mio membro addormentato. Infatti rimase a riposo e le due ragazze dissero che anche per loro era giunto il momento del riposo.
Stefania si alzò lentamente dal mio grembo, sistemandosi l'abito. Mi diede un ultimo bacio languido sulle labbra prima di voltarsi verso le sue amiche.

"Ragazze, è ora di andare. Abbiamo dato fondo alle energie per questa notte."

Vanessa ed Elena annuirono, alzandosi con movimenti aggraziati. Mi sorrisero dolcemente, le loro dita che sfioravano un'ultima volta la mia pelle accaldata.

"Dai alzati così andiamo!"

Mi guardai un secondo in giro per cercare Antonio, ma era sparito. "Ragazze forse dovrei andare a cercare Antonio per avvertirlo."

"Lascia stare Antonio, vedrai che si farà vivo lui, starà leccando qualche figa in giro." Stefania mi prese per mano, tirandomi su dal divano. Le gambe mi tremavano leggermente e la testa girava per l'alcol e le emozioni intense della serata.
Ci avviammo verso l'uscita della villa, l'aria fresca dell’alba ci accarezzava i visi accaldati. Le ragazze ridacchiavano tra loro, i loro corpi si sfioravano mentre camminavano. Io le seguivo in silenzio, ancora stordito da tutto quello che era successo. Prendemmo la metropolitana deserta e in una manciata di minuti arrivammo a Cambridge.

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Il racconto che leggerai o che hai appena letto è in realtà un racconto che ho già pubblicato in passato. Questa, però, è la versione estratta dal libro che ho pubblicato su Amazon. Ci sono ovviamente delle differenze. La prima è che non sono solo 2 capitoli come la precedente pubblicazione su A69, bensì 13. Spero che la storia completa vi entusiasmi come è accaduto in precedenza!

Ogni settimana pubblicherò 2 o 3 capitoli, vi riporto il sommario così che non ve ne perdiate nessuno:
- Ricordi dal Passato
- Obbligo o Verità
- La prima volta che comprai i preservativi
- Sopraffatto da due ragazze
- Shopping da Harrods
- La comodità di un letto
- In tre la festa è più divertente
- Un Tatuaggio molto intimo
- Gita al Kioto Garden
- La villa del peccato
- Fidanzamento a porte aperte
- Caccia ai 7 nasi di Soho
- Epilogo

Bene, ora tocca a voi giudicare se sono un genio incompreso o solo un tizio che si crede uno scrittore. Un voto, dai, non fate i tirchi! E se vi va, lasciate pure un commento, anche uno di quelli che fanno ridere.
Scrivo queste storie perché mi piace farvi sognare, ma anche perché mi piace farmi un po' di pubblicità. Diciamo che sono un po' come un venditore ambulante di sogni proibiti. E sì, ho un debole per le donne, ma non sono fissato su un solo tipo. Anzi, mi piace sperimentare!

Se vi va di far parte della mia cerchia di ammiratori (o complici), contattatemi pure. Magari insieme possiamo inventare o vivere(meglio) una storia ancora più pazza. Io sono come la pubblicità occulta, mi sponsorizzo tra le righe, quindi la cosa migliore è conoscermi e poi si vedrà!
Disclaimer! Tutti i diritti riservati all'autore del racconto - Fatti e persone sono puramente frutto della fantasia dell'autore. Annunci69.it non è responsabile dei contenuti in esso scritti ed è contro ogni tipo di violenza!
Vi invitiamo comunque a segnalarci i racconti che pensate non debbano essere pubblicati, sarà nostra premura riesaminare questo racconto.
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